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Piccola frazione, a metà strada tra Invorio e Talonno, costituita da un gruppetto di case sorte intorno a una piazzetta, dove un tempo c'erano un grosso pozzo che procurava acqua a tutti gli abitanti e un forno, di proprietà dei Filiberti, dove le massaie cuocevano il pane. Prossimi alla Mescia vi sono vari nuclei abitativi: Sereia, Cascinetta, Moredo; vicinissima è poi la Bissa, chiamata così perchè un tempo lo stemma visconteo cioè il biscione (=bissa) compariva sulla facciata di un edificio. Nel 1871 la frazione fu devastata da un furioso incendio che distrusse molte case.

Verso la fine dell'800 i frazionisti sentirono la necessità di costruire la loro chiesa; Maddalena Filiberti donò il terreno e il 15 Gennaio del 1893 fu posta la prima pietra della chiesetta che fu dedicata a San Defendente martire. Si può ritenere che la frazione abbia origini antiche infatti, qualche storico, ipotizza che l'attuale Mescia coincida con il "LOCUS QUE DICITUR MEECIA" cioè la località, posta nella contea di Pombia, nella quale sorgeva, prima del Mille, un castello la cui metà, secondo quanto si legge in una pergamena del X secolo, "l'8 Ottobre 970 il conte Egelrico" vendette al vescovo di Parma per 30 denari d'argento.





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